ENTRATURE > SONORE: Festival che mette in relazione diversi generi di spettacolo dal vivo




In programma per le ultime due giornate il debutto di Risonanze primo studio di Ramona Genna e Carlotta Assisi, Giulia Ananìa e il suo spettacolo L’amore è un accollo, il djset di Paolo Zerla Zerletti, la compagnia Teatrodelleapparizioni con Alice! è tardi, Claudia Marsicano e Piergiuseppe Di Tannocon Appunti per un burnout collettivo, le restituzioni finali del Laboratorio di Djset e del Laboratorio di Teatro d’Atmosfera e tante iniziative per i più piccoli.

Il progetto è vincitore di Avviso Pubblico promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Ultimi appuntamenti con ENTRATURE > SONORE, il nuovo festival ideato e organizzato da Tuttoteatro.com per mettere in dialogo generi e linguaggi e approdare a forme ibride di spettacolo e di condivisione dei luoghi teatrali.

Con la cura di Mariateresa Surianello, e la complicità di Elisa Bianchi ed Elisabetta Mancini, il 19 e 20 aprile presso Fonderia delle Arti, si terranno le ultime due giornate di performance, concerti, djset e vjset, incontri e proiezioni, che si alterneranno ai debutti delle nuove produzioni di Tuttoteatro.com, in un programma variegato e incentrato sul confronto tra espressioni artistiche e professionalità differenti.

Ampio spazio anche a bambine/i, che potranno incontrare il suono attraverso letture animate, giochi interattivi e merende. In programma, il sabato mattina, due appuntamenti divisi per fasce di età 3-6 anni e 7-10 anni, con Flavia Bassi e la libreria Una Montagnola di storie, per avvicinare i più piccoli all’oggetto libro e sviluppare la loro voglia di leggere.

Il 19 aprile, Ramona Genna e Carlotta Assisi presentano in prima assoluta Risonanze, prima tappa di un percorso di ricerca sulla figura di Eleonora Duse, prodotto da Tuttoteatro.com per celebrare il centenario della morte della grande attrice, e realizzato con il supporto di documenti di prima mano, provenienti dalla collezione privata di Gabriele Natiello Colosimo. Una preziosa raccolta di lettere, cartoline, fotografie, fogli di sala e altro ancora, riattualizzata dalle due autrici-attrici per entrare nell’anima della divina che rivoluzionò la scena teatrale. Considerata la più grande attrice teatrale della sua epoca, Eleonora Duse, soprannominata la divina, viene identificata come simbolo del teatro moderno. Scrive una storia professionale ricca di traguardi e riconoscimenti, acclamata da personaggi come Anton Čechov e Stanislavskij. Anche la sua vita personale rivela storie dense di amore, sofferenza, abbandoni, tormenti. Un mondo esteso e fitto di avvenimenti importanti. Trovare il punto di partenza per raccontarla diventa quindi una scelta che è esito della lettura epistolare affrontata. “L’aspetto che maggiormente ci ha colpite è stato quello che lega Eleonora Duse al concetto di arte, quali fossero le difficoltà maggiori incontrate per affermare la sua idea di teatro, lontana dall’estetica, lontana dal mondo del “fare”, e più approfondivamo questo aspetto e più ne usciva una relazione tormentata, sofferta” – annotano Ramona Genna e Carlotta Assisi. “Siamo partite da qui, cercando quelle analogie che risuonano ancora oggi, che noi stesse sentiamo nella pelle, negli occhi, nella voce. Uno studio, un primo passo, teso ad approfondire lo sguardo della donna, la voce che urla il cambiamento, il corpo che cerca un suo spazio”.

Prosegue Giulia Ananìa con il suo L’amore è un accollo, uno spettacolo ad alto tasso emozionale e di coinvolgimento del pubblico, tra canzone, poesia, dialetto romanesco, dove ci sarà da commuoversi, innamorarsi e divertirsi. Accompagnata dal pianista Fabio Marchiori, Giulia, cantautrice, autrice, poetessa e paroliera per grandi artisti italiani, provocatrice culturale, dedicherà una parte del concerto a Gabriella Ferri con un estratto dal suo Bella, Gabriella! Erotiche e ironiche, tenere e al tempo sferzanti, innamorate persino nella disillusione e dolci anche quando piangono e, nel sorridere, riflettono, commuovono e feriscono… Così sono le parole cantate da Giulia Ananìa: romane come la lingua universale che fu di Pier Paolo Pasolini e di Gabriella Ferri, stradaiole per vocazione girovaga di un’autrice dalle radici capaci di estendersi da Trastevere a Bombay e, come uno scalpello, capaci di cesellare, in un tempo crudele e indifferente, quegli attimi di assoluto stupore a cui si dà il nome di Poesia.

Infine, arriva la musica del djset di Paolo Zerla Zerletti, storico dj romano, maestro nel maneggiare il vinile e nei puntamenti elettronici.

Per l’ultima giornata del 20 aprile, in scena Eleonora Bracci e Francesco Picciotti del Teatrodelleapparizioni con lo spettacolo Alice! è tardi di Fabrizio Pallara e Roberta Ferrari, uno sguardo sulla dimensione del tempo nel rapporto tra generazioni, ispirato alle riflessioni di Chabot, in cui la libertà e la capacità delle bambine e dei bambini di vivere il momento presente e di immaginare il futuro vengono minacciate da un mondo adulto che li trascina in una realtà inconsistente fatta di velocità e scadenze.

Una baracca sovrastata da un grande orologio, una famiglia di conigli bianchi e una grande fretta. “È tardi!” – continua a ripetere il papà mentre accompagna la piccola Alice a scuola. Lei tutta quella fretta non la capisce, cerca di seguire il padre e di rispettare le regole, finché un contrattempo la ferma. Nella corsa verso la scuola Alice cade e quella caduta si trasforma in un’occasione per scoprire una dimensione diversa, dove il tempo si ferma e lo sguardo si allarga. Uno spettacolo di teatro di figura in cui pupazzi e burattini di peluche abitano scene diverse e gli incontri, che si susseguono nel percorso verso la conquista di una nuova consapevolezza, ricalcano quelli di Alice nel paese delle meraviglie di Carroll.

Spazio poi agli spumeggianti e corrosivi Appunti per un burnout collettivo di Claudia Marsicano e Piergiuseppe Di Tanno, una performance realizzata con i contributi audio raccolti durante il festival e finalizzati a un’indagine sul teatro italiano, sul disagio degli operatori, degli spettatori/fruitori e sulle mancanze dello spettacolo dal vivo, per riflettere, ri-conoscersi e ri-definirsi come mezzo culturale nei nostri tempi. “Non disponiamo di nulla, e finalmente riusciamo a dircelo. Non è un “contenitore”. Non “restituiamo”, non “attraversiamo” e nemmeno “performiamo” – dichiarano Claudia Marsicano e Piergiuseppe Di Tanno. “Siamo arrabbiati, fatti a pezzi, esasperati nel vortice del post-apocalisse, dopo la morte da noia suprema ritorniamo ad ammazzarci dal ridere sul luogo del massacro di un linguaggio dissanguato: il teatro italiano. Facciamo l’elenco di tutto quello che ci manca, una volta per tutte e per davvero, incontrando i corpi di chi ha ancora il coraggio di mettersi a produrre. Desideriamo inchiodare al cuore di ogni incontro le possibili lingue dove specchiare il linguaggio del teatro di adesso, produrre parole coraggiosamente, sullo stendardo il segno della verità dilaniata dal tedio delle platee – vogliamo domandare col sorriso martoriato di Joker e osare pericolarci al passo della vita che genera parole che feriscono, cuciono, schiudono paesaggi in cui è possibile vomitare una qualche luce futura. C’è bisogno di farsi terribili, sexy, di sporcarsi nei dialoghi e di disperarsi come clowns, di prendere la parola – prenderla appunto, afferrarla come si afferra un pugnale. “ABC” è un podcast, orribile definizione cui siamo costretti dal mostruoso postcontemporaneo: ci inseriamo nella frattura semantica che ereditiamo dal santo Carmelo Bene sacrificato di fronte alla platea dei giornalisti durante il Maurizio Costanzo Show, anche lui oggi padre di tutte le nostre strazianti nostalgie. “ABC” è il manifesto delle depressioni che stiamo partorendo, è generatore di terremoti del senso, è incarnazione di una costellazione di episodi la cui vocazione sia essere erotica, attraente, folgorante, macabra, strapiena di vita, di feste. “ABC” osa accadere perché tutte le cose del mondo vanno perdendosi, ma almeno, un attimo prima della loro scomparsa, desideriamo fermarci per una manciata di istanti a celebrare, nell’illusione che, prima della fine, qualcuno stia ancora ad ascoltarci”.

Chiudono entrambe le serate, del 19 e 20 aprile, le due restituzioni finali del Laboratorio di Djset condotto da Paolo Zerla e del Laboratorio di Teatro d’Atmosfera condotto da Enoch Marrella e Monica Raponi, con la partecipazione di Camilla Petrocelli.

PROGRAMMA ULTIME DUE GIORNATE

VENERDÌ 19 Aprile 

19:30 Risonanze – primo studio di Ramona Genna e Carlotta Assisi
21:00 L’amore è un accollo di Giulia Ananìa 
22:30 Futuro Anteriore saggi Laboratori di Djset e di Teatro d’Atmosfera
23:00 Djset di Paolo Zerla Zerletti

SABATO 20 Aprile

10:30 Letture Kamishibai laboratorio creativo per bambine/i (3-6 anni)

11:15 Colazione in compagnia
11:30 Letture Kamishibai laboratorio creativo per bambine/i (7-10 anni)


16:30 Alice! è tardi  di Fabrizio Pallara e Roberta Ferrari – Teatrodelleapparizioni
21:00 Appunti per un burnout collettivo di Claudia Marsicano e Piergiuseppe Di Tanno
22:30 Futuro Anteriore saggi dei Laboratori di Djset e di Teatro d’Atmosfera

Durante il festival sarà attivo dalle ore 19 il servizio food & beverage
per info, biglietti e prenotazioni www.tuttoteatro.com – info@tuttoteatro.com

Questo articolo è stato scritto da La Redazione , autore NotizieWebLive


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