Miss Italia 2015 la fiera delle gaffe: dove è finita l’eleganza?




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RECENSIONE MISS ITALIA – Ho seguito con attenzione questa nuova edizione di Miss Italia con la conduzione di Simona Ventura: francamente ho trovato lo spettacolo una fiera delle gaffe in un grottesco zelig tra personaggi improvvisati e battute inappropriate. Dove è finita la classe delle edizioni di Raiuno in cui sembrava di essere al ballo delle debuttanti e non ad una sagra di paese?

Amo la solarità di Simona Ventura ma in questa edizione, forse, era il caso di condurre in modo più “istituzionale”ed essere meno “macchietta”. La presenza di Ferrero ha avuto lo stesso impatto che ha Paolini dietro i giornalisti durante le dirette Tv: fastidioso ed inappropriato. Sembrava di stare al bar di Paese con il “burino” di turno.

La giuria visibilmente inadeguata per questo ruolo in quanto un imprenditore come Bastianich che ne può sapere di bellezza e moda, ma anche un attore come Claudio Amendola, benché volto storico del cinema all’italiana e neo regista, non è adatto a selezionare la bellezza made in Italy nonostante tutto il suo impegno. Valdimir Luxuria è più idonea come opinionista, magari, al posto di Ferrero dato che è molto attenta ai fenomeni di costume anche se certe kermesse meritano una giuria più qualificata alla quale affidare una votazione, magari, con maggiore esperienza nel settore. I giudici, che hanno rivestito anche il ruolo di tutor, non conoscevano i nomi delle ragazze. Joe Bastianich ha serie difficoltà con la lingua e rendeva quasi comica la lettura dei nomi delle miss in gara.

Un tempo Miss Italia era elegante con una conduzione incanalata in una scaletta basata sul bon tone. Forse era il caso di riproporre la giuria tecnica, che ha selezionato le finaliste, anche per la finale per dare maggiore serietà alla competizione di bellezza, magari, con giudizi appropriati e non riguardati le “sopracciglia” di una Miss che vorrebbe vivere la guerra quando abbiamo alle porte l’Isis e l’emergenza profughi. E’ uno schiaffo alla situazione sociale attuale una risposta di questo tipo. Possiamo anche indignarci per una scarsa preparazione, dato che siamo abituate a sentire “voglio la pace nel mondo”, ma è la tangibile risposta della cultura media nel nostro Paese tra i giovani. D’altronde la disinformazione è la chiave della politica quindi non possiamo colpevolizzare una ragazza di 19 anni che non conosce la situazione socio-economica nel mondo.

Questo articolo è stato scritto da Elisa BI. , autore NotizieWebLive


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