
E’ iniziata la terza stagione di “Viola come il mare” ma il grande assente di cui si parla è Can Yaman: protagonista insieme a Francesca Chillemi delle prime due stagioni.
L’attore turco non fa parte del cast e la sua assenza nella trama della terza stagione sembra far sperare in un ritorno a sorpresa. La scelta degli sceneggiatori è quella di non far morire Francesco Demir ma farlo sparire in modo misterioso ma agli occhi di Viola appare come un vile traditore.
Il confronto con il nuovo protagonista maschile, interpretato da Rodrigo Guirao, domina i commenti social. Sicuramente la scelta di non creare nuove dinamiche è abbastanza inefficace. Il nuovo commissario appare meno complesso del bel Demir e le dinamiche con Viola sono sostanzialmente un clone delle precedenti. La trama è lenta e poco appassionante, soprattutto, perchè manca l’attrazione tra i due protagonisti che ha tenuto banco nelle prime due stagioni.
Giovanni Nasta che interpreta Turi ha perso la sua ironia non essendo più la spalla del protagonista. Il nuovo personaggio che dovrebbe compensare l’assenza di Francesco Demir sembra una brutta copia del bello e dannato. Non è una novità ma un “tappa buchi” ed è un grave errore inserirlo con dinamiche simili all’ex commissario capo. L’equivoco sexy con la protagonista, l’antipatia iniziale che va svanendo in modo rapido. Per giunta la serie aveva avuto il suo lieto fine e questa terza stagione avrebbe avuto poco senso anche con la presenza del personaggio Can Yaman, fermo restando che se si poteva approfondire il passato di quest’ultimo.
Anche la scelta di farlo uscire di scena in modo poco chiaro forse era meglio una presunta morte in missione. Cosi oggi la domanda predominate è Can Yaman tornerà?
Altra domanda che domina i social: perchè doppiare Rodrigo Guirao, che parla italiano se pur con accento spagnolo? Forse perchè il suo personaggio è italiano con radici siciliane quindi l’accento spagnolo non era compatibile con Massimo Paternò.
Una serie può durare per anni ma i protagonisti devono essere una costante e questa la chiave del successo. La storia centrale resta ma cambiano i racconti paralleli. In questa serie soprattutto nelle seconda sembrava essere Demir (Can Yaman) il protagonista dato che si è lasciato molto spazio al racconto della famiglia che sembrava incrociarsi con quello di Viola. E forse una terza stagione poteva raccontare questo. Invece si è spezzato il filo conduttore della serie e sono arrivate altre dinamiche che non sembrano abbastanza forti e quasi satelliti rispetto a Viola. Una sorella dal passato del padre che non ha un grande senso anche perchè viene rivelata in una sola puntata. Manca la voglia di guardare la puntata successiva perchè la parte crime non è forte, la storia d’amore non c’è e le dinamiche attorno a Viola sono deboli e molto infantili.
Vi lascio con una domanda: guarderete “Viola come il mare” per scoprire la reale sorte di Demir oppure per scoprire la nuova vita di Viola?