Irish Wish su Netflix recensione: è un “diario degli errori”




Irish Wish si presenta come una commedia romantica e frizzante adatto anche ai bambini. Invece… è una favola forse già sentita e scritta, piena di luoghi comuni. Cosa salvo? le location! Indubbiamente magnifiche.

Il film presentato in pompa magna su Netflix e disponibile su questa piattaforma. Irish Wish è una commedia romantica a tratti fiabesca. 

Il grande amore che arriva da uno sconosciuto incontrato quando nella vita facevi altro? Come diceva  John Lennon: “La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti“. La sceneggiatura dovrebbe basarsi su questa celebre citazione. 

Invece è un racconto pieno di clichè, tipici delle commedie americane, riproposti in qualsiasi film romantico. Di base non sarebbe neppure cosi terribile: abbraccia lo spettatore che ama il genere ma manca la chiave narrativa originale per catturare l’attenzione e non farti cambiare film. 

Una sceneggiatura superficiale e tratti frettolosa e focalizzata su scene già viste fin troppo volte: Cosa manca? La capacità di catturare lo spettatore e proiettarlo nel racconto. 

La trama in breve: L’uomo dei sogni di Maddie sta per sposare la migliore amica di lei quando un desiderio espresso su un’antica pietra in Irlanda le cambia magicamente il destino.

Maddie è interpretata da Lindsay Lohan accanto a lei, nel ruolo delle migliori amiche newyorkesi,  
Ayesha Curry (veste i panni di Heather) e Elizabet Tan (Emma). Mentre i protagonisti maschili sono Ed Speleers, che vesti i panni del fotografo James, e Alexander Vlahos è Paul uno scrittore di nobili origini irlandesi. 

Sinceramente penso che alla soglia di 38 anni, Lindsay Lohan, che è anche produttrice di questo film, debba cimentarsi in commedie meno Disney, dove ha le caratteristiche di una ventenne, per ruoli più consoni alla sua esperienza. Se voleva rilanciarsi lo ha fatto riproponendo quella giovanissima attrice che vestiva i panni del modello perfetto per le adolescenti dell’epoca. Non una Lindsay più matura e impegnata in ciò che l’esperienza le ha insegnato. Un ruolo per un’attrice che si cimenta per la prima volta dietro la macchina da presa e non una navigata attrice conosciuta che ha le doti per lasciarsi alle spalle la “ragazza commedia teenager”. 

Ma come ti vesti Maddie?

Per non parlare degli abiti: pessime stampe Chanel abbinate a ballerine color carne. Neppure una giovane Audrey Hepburn avrebbe reso quei capi eleganti. Inoltre vogliamo parlare di quei deformanti abiti a stampa quadri stile Burberry che non donerebbero a nessuno! Per giunta abbinati ad improbabili stivali a tronchetto bassi che uccidono le gambe, se pur slanciate, della Lohan. Sembrano dei camicioni premaman con le cinture rubate all’accappatoio. E sono pure di una lunghezza “ammazza polpaccio”. 

Anche sui capelli alla Rapunzel avrei da obbiettare, soprattutto, acconciati alla collegiale con boccoli principessa della favole ed improbabili fiocchi un po’ Candy Candy. Una quasi quarantenne con un look infantile e che non valorizza l’attrice che sembra addirittura dimostrare molto più della sua età. 

GLI ALTRI PERSONAGGI? “NON PERVENUTI”

Per non parlare delle migliori amiche che per il concetto di “inclusione” sono state scelte appositamente anche se poi sembrano prive di personalità. Non vogliamo Charlotte, Miranda e Samantha di Sex and The City però qualche definizione di personalità? Heather (Ayesha Curry) sembra messa li come lo specchio parlante di Biancaneve dove ripete l’ovvio senza essere sotto minaccia della strega cattiva. Emma (Elizabeth Tan) dovrebbe essere l’opposto di Maddie ma, secondo me, appare come lo zerbino di Paul: non lo completa ma semplicemente è come una fidanzata impeccabile. Sempre nel luogo giusto, con la reazione che vorrebbe Paul, con la risposta che calza a pennello come la scarpa di Cenerentola. Mai un atteggiamento che non sia di sudditanza.  

Neppure i topini di Cenerentola sono cosi banali ed adoranti rispetto alla protagonista. 

I protagonisti maschili? Ne vogliamo parlare?

Ed Speleers, che vesti i panni del fotografo James, dovrebbe essere  il principe azzurro ribelle ma è senza alcun carisma che dovrebbe, se vogliamo essere schiette, scatenare l’ormone. Diciamo che Chad Michael Murray in “Quel Pazzo Venerdì” aveva ben più sensualità e carisma ed era appena ventenne ed agli esordi. Non c’è trasporto tra Paul e Maddie: quella sensazione allo stomaco che ti fa battere il cuore e ti fa sognare. 

Alexander Vlahos è Paul, l’uomo conteso da Emma e Maddie, ma sembra un manichino a cui hanno affidato un ruolo privo di dinamiche. Un snob pilotato con clichè ovvi quasi imbarazzanti. 

La brutta copia di Colin Firth in Una ragazza e il suo sogno (What a Girl Wants) dove, invece, l’attore riuscì a far brillare anche un personaggio con diversi vicoli imposti dalla sceneggiatura fiabesca. 

Diciamo che non riesce ad essere neppure antipatico come Gaston ne “La Bella e la Bestia“. 

Forse è questo che manca alla sceneggiatura “un cattivo delle favole” non c’è nessuno di realmente negativo. Un cattivo che soccombe dopo le mille peripezie del buono ed eroico protagonista. Questo forse è quello che rende avvincenti le favole e da carattere ad una storia. 

La madre dello sposo che è la brutta copia di “Quel Mostro di Suocera” che tende ben pochi tranelli alla nuora inadeguata. Poco carismatica e risulta un contorno, forse, “l’unico ben vestito”. La madre della sposa che le abilità di Lucinda del film Ella Enchanted – Il magico mondo di Ella (Ella Enchanted) con Anne Hathaway. “Introvabile e pasticciona”. 

Per non parlare della presunta “Santa Brigida” che è un po’ Mary Poppins ed un po’ Samantha di “Vita da Strega” vestita come uno spot degli anni 50′ in cui si pubblicizza di “dado Star”. Naturalmente per dare una nota di colore il tessuto dei suoi abiti richiama le tende delle dimore irlandesi. 

Insomma un film da rifare ma almeno le location irlandesi sono da “premio Oscar”. 

Questo articolo è stato scritto da Elisa Binzeschi , autore NotizieWebLive


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