Cassazione: donna condannata per allaccio abusivo, l’energia elettrica non è bene indispensabile




Donna deve pagare sanzione di 2000 euro perchè si era allacciata al vicino abusivamente. Giustificare il bisogno sarebbe creare danno agli altri.

Donna pugliese giustifica l’allaccio abusivo al vicino come un bisogno per colmare il bisogno di un bene di prima necessità che non poteva permettersi. In più aggiunge l’onere di averne bisogno in quanto aveva a carico una figlia incinta da mantenere. Ma la cassazione sanziona la donna e cataloga l‘energia elettrica come un bene secondario. La cui assenza non preclude l’esistenza e la vita di un individuo che può vivere anche senza energia elettrica come accadeva prima della sua scoperta.

La mancanza di energia elettrica non comportava nessun pericolo attuale di danno grave alla persona, trattandosi di bene non indispensabile alla vita, (veniva utilizzata anche per muovere i numerosi elettrodomestici della casa), ma per procurare agi e opportunità, che fuoriescono dal concetto di incoercibile necessità“. Non si ruba, ha ribadito la corte suprema. Soprattutto un bisogna non giustifica un danno ad un altro individuo. Quindi la donna dovrà pagare ben 2000 mila euro. Insomma era meglio farsi un contratto autonomo non rubare al vicino.

Questo articolo è stato scritto da La Redazione , autore NotizieWebLive


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