
Indubbiamente elegante come un moderno Rodolfo Valentino. Can Yaman posa per Vanity Fair dove ha rilasciato anche una lunga intervista in occasione dell’uscita del numero del settimanale che lo vede protagonista.
Lunedì l’esordio con Sandokan su Raiuno. Ma lui cosa ha in comune con il suo personaggio? Sicuramente la voglia di libertà e giustizia.
Ma cosa ha raccontato? Che per conquistarlo bisogna saper essere anticonformisti ma non fastidiosamente sopra le righe.
Sostenitore della massima di Appio Claudio Cieco: “L’uomo è artefice della propria fortuna”, Can Yaman non crede alle sliding doors come colpi di fortuna: crede al lavoro, alla disciplina, al coraggio di cambiare strada. Questo è il sunto del suo pensiero secondo Vanity Fair.
“Io un maschio alfa? Sono l’opposto, sono un maschio sigma. Non ho bisogno di dimostrare nulla, non vivo di competizione né di aggressività. Mi interessa di più la gentilezza. Il mio Sandokan? Un uomo con le sue fragilità”.
Quindi un Sandokan meno “supereroe” ma più umano. Sicuramente un plauso va anche a Yaman che ha affrontato una lunga preparazione per questo ruolo senza mai arrendersi come una vera “tigre della Malesia”.