Teatro Ivelise presenta “Elisabetta Sbrolla in concerto”, venerdì 8 giugno

Venerdì 8 giugno alle ore 21.00 sul palcoscenico del Teatro Ivelise si esibirà in concerto Elisabetta Sbrolla accompagnata dai musicisti Giovanni Masia alle percussioni e Simone Di Cataldi al pianoforte.

Il teatro presenterà “Impronte”, il primo lavoro della cantautrice romana: un progetto musicale che esprime il frutto di una ricca, benché giovane, esperienza di vita alla ricerca del meglio per sé e per gli altri. Attraverso dei brani inediti, con un sound rock energico e positivo, la 32enne mostrerà tutta la grinta riscoperta nella sua esperienza di missionaria laica nelle missioni di Italia Solidale nella travagliata Karamoja, in Uganda, tra i luoghi più martoriati del continente nero, dove è andata a fare missione per la prima volta a soli 21 anni in mezzo alle famiglie e ai bambini adottati a distanza.

«Ho la grazia di potermi impegnare per salvare i bambini e grazie a questo concreto impegno ho sempre più sentito le mie potenzialità, l’amore nel creare, nell’esprimere le mie energie a servizio della vita. » Queste le parole di Elisabetta Sbrolla. «Il bene sta proprio nello staccarsi da sé stessi, nel non fermarsi alle difficoltà o alle negatività ma lottare, non accettare il negativo, la passività, l’indifferenza, la morte dell’anima e rinascere amando. Non si capisce con la testa, ma è completamente vitale!»

Chi è Elisabetta Sbrolla?

Elisabetta Sbrolla da sempre canta e suona ed ora, con questo suo disco sta portando un modo speciale di fare musica, come espressione e condivisione delle cose che contano davvero, anche nell’impegno e nell’espressione artistica.

«Vorrei semplicemente testimoniare l’esperienza unica e nuova che tutti possiamo fare e che ciascuno di noi desidera nel profondo”. Spiega la cantautrice missionaria. “Ed è l’esperienza di trovare noi stessi, vedere e rispettare le energie di vita che abbiamo dentro, ritrovare e “darci relazioni vere e di qualità come la nostra anima vuole, nella coppia, nella famiglia e con gli amici.

E ancora: ritrovare l’indipendenza della nostra espressione in lavori creativi e di servizio e un’autentica fede che sia di vero aiuto alla vita, fuori dalle tradizioni, dalle leggi, dalle ripetizioni, che non resti esteriore ma cambi e risolva il negativo in positivo».

La Redazione:
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